A guidarci nella visita saranno storie, racconti e pettegolezzi di epoche lontane che hanno fatto, e fanno ancora oggi, sognare. Tra cavalieri e gentildonne,cardinali e regine, scopriamo all’interno del Parco della Villa Reale angoli pittoreschi e belvedere nascosti, ville di delizie e casino di caccia.

Il percorso ha inizio in una delle porte d’accesso al Parco di Monza, la porta pedonale del Serrone. Coloro che arrivano in automobile, possono usufruire del vicino parcheggio a pagamento, al quale si accede da via Cavriga, la strada che taglia il Parco collegando la Porta di Monza e quella di Villa Santa. Vicina è anche la SS36, raggiungibile in automobile in pochi minuti percorrendo Viale Cesare Battisti, mentre a soli 2 km c’è la stazione dei treni e degli autobus di Monza, a cui si arriva con una camminata nel centro storico della durata diventi minuti – mezz’ora circa.

Storie di … regine, condottieri e cardinali: Monza, il Parco e i Giardini Reali

Dettagli

lunghezza: 4 Km

difficolta' a piedi: bassa difficoltà

difficolta' in bici: bassa difficoltà

ideale per: amanti della storia e dei giardini

adatto a : famiglie

inizio del percorso: Monza, entrata pedonale Porta del Serrone, Parco di Monza, Viale Brianza

fine del percorso: Monza, Monumento Re di Sasso, incrocio viale Regina Margherita e viale Francesco Petrarca

comuni interessati: Monza

interesse: storico artistico e naturalistico


Punti di Interesse

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Serrone e Giardino all’Italiana

Il percorso ha inizio nelle vicinanze del Serrone, l'edificio originariamente destinato alle serre e oggi è destinato a sede di mostre d'arte temporanee. Denominato “Orangerie” nel progetto originale piermariniano, fu costruito nel 1790 2 voluto dall'archiduca Ferdinando d'Asburgo-Este. Dalla seconda metà del XX secolo un vasto roseto è stato impiantato nelle vicinanze dell’edificio: ogni maggio viene indetto un concorso floreale nel quale si elegge la “Regina di Monza”. Dall’altro lato, dopo un filare di tigli, sulla sinistra si estende un basso parterre di bosso, quanto rimane del giardino all’italiana, una sorta di “ricamo vegetale”, apprezzabile al meglio dalle vicine finestre della reggia
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La Villa Reale

La Villa Reale nasce come residenza arciducale: fu infatti voluta dall'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este e finanziata dalla madre, l'imperatrice Maria Teresa d’Austria. La villa ospitò poi il vicerè di Italia, Eugenio di Beauharnais, figliastro di Napoleone, e in seguito divenne dimora del re di Italia, Umberto I di Savoia, che la fece ridipingere di giallo, una tonalità nota come “giallo lombardo”, colore di cui è rimasta fino a pochi anni fa
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I giradini

I giardini, realizzati tra 1778 e 1783, furono progettati da Giuseppe Piermarini e realizzati con l'aiuto di giardinieri inviati direttamente da Vienna. Ancora oggi sono ben distinguibili stili differenti: oltre all’area del giardino all’italiana, è visibile una zona con il giardino esotico e una all’inglese. Ancora qui oggi sopravvivono alberi di grande pregio fra cui la quercia farnia più vecchia di Italia, ma anche la sua vicina quercia americana, le sequoie, il ginkobiloba, il faggio pendulo e numerosi ippocastani
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Il tempio dorico e la torretta medievale

Superato il Giardino roccioso, si apre uno scorcio romantico di grande suggestione: un laghetto con numerosi animali, circondato da cipressi calvi delle paludi, e abbellito da alcuni elementi come la statua classica di Nettuno, entro la grotta artificiale chiamata l'Antro di Polifemo. Nelle vicinanze sorgono anche alcune strutture architettoniche di gusto eclettico: un tempietto dorico ed una torretta medievale, realizzate dall'architetto Luigi Canonica e progettate con alcuni parti già ruderi, per rispondere ai canoni estetici del giardino all’inglese
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Laghetto della Valle dei Sospiri

Poco lontano, ormai entro le mura del Parco, vi è un altro laghetto inizialmente compreso nel territorio dei giardini che si estendevano per tutto il cannocchiale prospettico, che si apre fino a Villasanta, corrispondente a canoni francesi. Fu poi Napoleone che creò il parco di Monza, realizzando le mura costruite anche con i mattoni della cinta muraria cittadina, inglobando preesistenti strutture come cascine e ville. Nelle vicinanze c’è anche l’uscita che porta all’antico Santuario della Madonna delle Grazie, dove sorgevano un pozzo e un mulino legati alla vicenda dei Promessi Sposi
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Boschetto e Re di Sasso

Il percorso si conclude nei pressi del monumento del Re di Sasso, Vittorio Emanuele II, realizzato dallo scultore Luigi Crippa e inaugurato il 16 settembre 1878 alla presenza della famiglia reale e del re Umberto I. Da questa piazzetta si diparte da un lato la strada che porta nel centro storico, con l’Arengario, il Ponte dei Leoni, il Duomo e il suo Museo del Tesoro a un quarto d’ora di cammino. Dall’altra parte, percorrendo il boschetto, l’ordinata radura che separa la città dalla Villa Reale, si arriva fino a Viale Cesare Battisti, lungo il quale sorge la cappella espiatoria dedicata al re Umberto I, particolarmente odiato dai monzesi, e assassinato nel 1900 dall’anarchico Gaetano Bresci