Costeggiando il fiume Lambro, da Briosco scendiamo fino ad Agliate passando dal cuore ‘più profondo’ della Brianza: tra fabbriche storiche, antiche cascine e mulini medievali, concludiamo il nostro percorso alle leggendarie Grotte di Realdino,cavità naturali caratterizzate da un’umida bellezza che le ha rese meta di escursioni fin dall’Ottocento.

Luoghi caratterizzati da un’aurea romantica che testimonia un passato equilibrio tra uomo e natura. Il percorso si snoda tra diversi comuni e attraversa strade asfaltate, ma anche sentieri nei boschi e vie sterrate. E’ possibile lasciare l’automobile nel parcheggio in fondo a via Peregallo, raggiungibile comodamente dalla SS 36, all’uscita Briosco. L’intera passeggiata è percorribile anche in bici, con media difficoltà,  mentre sconsigliamo il passeggino.

Scorci romantici: le leggendarie Grotte di Realdino e i mulini del Lambro

Dettagli

lunghezza: 4,5 Km

difficolta' a piedi: media difficoltà

difficolta' in bici: media difficoltà

ideale per: amanti dell’archeologia industriale e della natura

adatto a : coppie, amici

inizio del percorso: Mulino del Peregallo, Briosco

fine del percorso: Grotte di Realdino, Carate Brianza

comuni interessati: Briosco, Giussano, Verano Brianza, Carate Brianza

interesse: archeologia industriale, naturalistico


Punti di Interesse

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Grotte di Realdino

La frazione di Carate Brianza detta “Realdino” fin dal Medioevo presentava numerosi mulini, solo dall’inizio dell’Ottocento, però, divenne famosa per le sue fresche “grotte”, rientranze naturali scavate nel ceppo, dalle quali sgorga ancora oggi l’acqua. Qui sorsero anche osterie e trattorie, tra cui una delle locande più antiche della Lombardia, nata nel 1722 per fornire un letto comodo e un pasto caldo ai commercianti, ai lanaioli e ai trasportatori di sacchi di farina. Le numerose trattorie, meta dei milanesi che qui arrivavano nel Novecento, a bordo del mitico tram “Gamba del Legn”, hanno contribuito alla diffusione del detto popolare che recita “A Realdino si visita l’acqua e si beve il vino”
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Basilica di Agliate

La Basilica dei Santi Pietro e Paolo, con l’attiguo Battistero di San Giovanni Battista, costituisce una delle più antiche testimonianze dell’architettura romanica in Lombardia. Di tradizione architettonica ancora ottoniana, gli edifici religiosi risalgono agli inizi dell'XI secolo e sono caratterizzati dall’utilizzo di ciottoli di fiume per le mura esterne, abbellite da un apparato decorativo composto da archetti pensili e lesene. Diverse sono le testimonianze di affreschi: attribuibili al X secolo quelli della chiesa, vicini al ciclo pittorico di Galliano, mentre sono datati ad un periodo che va dall’anno Mille al Quattrocento, i lacerti del battistero con pianta a nove lati e vasca battesimale ottagonale. Ancora oggi sulle rive del fiume si tiene, in occasione del 6 gennaio, l’imponente “Befana sul Lambro”, tradizionale manifestazione con numerosi figuranti
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La “Via dei Mulini”

La lunga strada che costeggia il Lambro e attraversa Verano Brianza deve il suo nome ai 4 i mulini (Filo, Bistorgio, Resica, Ponte) che erano attivi su questo lato del fiume. Utilizzati non solo come macina per la farina e torchio per l’olio, le strutture erano impiegate anche per la tipica attività manifatturiera veranese, che prese il via nel ‘700 con lo sviluppo della bachicoltura e della lavorazione della lana: i mulini erano infatti indispensabili nelle fasi di candeggio, tintoria e follatura
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Tra cava e industria: il Lambro

Tutta la zona presenta numerose vecchie fabbriche che testimoniano come il fiume Lambro sia stato importante, non solo per la vita contadina, ma anche per la nascente borghesia industriale. Briosco, ad esempio, vantava già dalla metà dell'Ottocento una cartiera costruita dalla ditta "Lebon e Compagni"; ma anche diverse attività tessili e meccanica, oltre che legate alla ex cava posta proprio sulle rive del fiume
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Cascina Rebecca

Cascina Rebecca è tra i più antichi edifici rurali di Giussano: anche se oggi è stata ristrutturata conserva comunque un aspetto molto simile a quello originario, grazie anche alla Cappelletta 
della Madonna posta nelle vicinanza. Si racconta che le persone che qui abitavano, dagli anni ’30 fino al dopoguerra, non si occupavano di agricoltura: molti uomini erano muratori, mentre le donne lavoravano in fileria
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Il Mulino di Peregallo

L’antico mulino di Peregallo è tra i pochissimi mulini rimasti in funzione lungo l'intero corso del Lambro. Menzionato per la prima volta in un documento del 1237 tra le proprietà del Monastero di S. Maurizio detto il Maggiore, testimonia un perduto e ampio complesso molitorio che serviva Briosco e i paesi vicini: la carta disegnata nel 1615 dall'ingegnere milanese Pietro Antonio Barca, rappresenta infatti ben sette mulini nel territorio brioschese