C’è un’antica frazione di Triuggio che deve il suo nome a "trewa", ossia sosta o fermata: è Tregasio. E i motivi per fermarsi sono ben più di uno: partendo dall’alto della collina si può ammirare la bellissima Villa Jacini, dove soggiornò anche Giuseppe Parini,con il magnifico viale alberato delle querce rosse, arrivando alle cascine rurali, testimoni di un passato contadino, per poi immergersi nel bosco tra antichi sentieri di caccia e querce italiane secolari, arrivando fino alle rive del Pegorino, affluente del Lambro.

Non dimentichiamo la splendida Villa SacroCuore, che circumnavigheremo per godere del bellissimo paesaggio che si gode, anord verso le Prealpi, a sud verso Milano e oltre…

Il percorso si può raggiungere in auto, parcheggiando nei vicini posteggi di Via dei Boschi. E’ possibile raggiungere il sito anche tramite l’autobus della linea Z233, con fermata in via Don Davide Colli, di fronte alla Scuola Elementare, che dista circa 150 m dalla partenza del percorso.

Da Tregasio al Pegorino… tra le antiche cascine

Dettagli

lunghezza: 2,6 Km

difficolta' a piedi: bassa difficoltà

difficolta' in bici: media difficoltà (no bambini)

ideale per: amanti della storia e della natura

adatto a : famiglie

inizio del percorso: Via dei Boschi, Tregasio, Triuggio

fine del percorso: Via dei Boschi, Tregasio, Triuggio

comuni interessati: Triuggio, frazione di Tregasio

interesse: storico, naturalistico ed etnografico.


Punti di Interesse

image-placeholder.jpg

La campagna di Tregasio

Il nome “Tregasio”risale al 1147 quando compare come "trewa", che significa luogo disosta, fermata, poiché qui si era soliti sostare brevemente sia salendo daTriuggio sia da Canonica.La frazione di Tregasio, registra  numeroselocalità dette Zuccone,  Zuccone Franco,la più antica, di cui si ha memoria sin dal 1289 per la presenza di unachiesetta, Zuccone San Giovanni, dov'è da secoli il palazzo oggi noto comeVilla Sacro Cuore, e Zuccone Rubasacco, luogo di un insediamento rurale enobiliare. Si tratta di aree circondate da campi, indispensabili alla vitacontadina di un tempo, caratterizzati da panorami mozzafiato.
image-placeholder.jpg

Il bosco di querce

Il bosco nei pressi delRio Pegorino conserva numerose specie diverse di querce: da quella Rovere eRoverella, a quella Rossa o americana, passando per quella Farnia o lombarda.Sono luoghi non solo necessari alla vita dei contadini che abitavano i numerosiinsediamementi rurali vicini, ma anche dove la nobiltà andava a caccia. Inparticolare il cardinale Durini realizzò qui un Casino da Caccia per i suoiospiti, spesso letterati e uomini di cultura, fra cui Giuseppe Parini.
image-placeholder.jpg

Il Viale delle Querce Rosse

A est della Villa èancora ben individuabile uno duplice filare di querce rosse: è il famoso vialeche il Cardinal Durini percorreva per addentrarsi nel vicino bosco durante lesue battute di caccia. Gli alberi secolari raccolgono e proseguono la lineaideale che, dal limite del del primo giardino, delimitato da balaustre constatue e da un settecentesco cancello centrale in ferro battuto, prosegue finoa quel che rimane dell’antico roccolo.

Gli alberi dell’antico giardino

La villa presentatuttoggi, nella porzione a sud- est,  un fruttetoe un giardino all'italiana, con disegni di aiuole mistilinee e percorsi segnatida tigli a candelabro. Tuttavia, in mezzo agli ampi prati, è ancora possibileindividuare alcuni solitari ed esotici alberi appartenenti all’antico giardino.Si possono così individuare  alberitipici dei parchi ottocenteschi quali: il Pino dell’Himalaya, l’Albero deiTulipani, l’Ippocastano e la Quercia Farnia.
image-placeholder.jpg

Villa Sacro Cuore

Villa Sacro Cuore, oggi Casa di spiritualitàdelle diocesi di Milano, era in origine della famiglia Morigia.  Giacomo Antonio Morigia, fondatoredell’Ordine dei Padri Barnabiti, la lasciò ai religiosi. Numerose personalitàimportanti vennero qui ospitate: da San Carlo Borromeo a Sant’Alessandro Saulifiglio del Senatore di Milano, da Cosimo Dossena, generale dell’ordine,  a Giuseppe Parini. Divenuta, dopo lasoppressione napoleonica, proprietà dell’ingegner Susani, venne qui allestitoun allevamento di bachi da seta e poi una filanda. Ritorna definitivamentenelle mani dei religiosi nel 1917 e viene inaugurata il 4 giugno 1922 con ilnome “Villa Sacro Cuore“.

image-placeholder.jpg

Villa Jacini e la Cascina Zuccone Robasacco

Il primo nucleo dellaVilla è legato 1571, quando il Conte Battista Fedele edificò un oratorio inquesta proprietà, passata poi al Cardinale Angelo Maria Durini (1725-1796) che realizzòqui un Casino di caccia. Alla metà del Settecento il nucleo rurale annesso,conosciuto anche come  Zuccone Rubasacco,contava tre case con focolari per una ottantina di popolani dediti alla colturadelle terre e all'allevamento del baco da seta. La villa passò poi dal Durini aMichele Bussi, commerciante milanese, bisnonno materno della contessa CarolinaJacini vedova Cavi, la cui famiglia detiene ancora oggi l’edificio, che vennerestaurato e ristrutturato nell’800 su progetto di Antonio Citterio, marchese earchitetto allievo di Camillo Boito.