Nel cuore di Erba un percorso a tre tappe per scoprire l’evoluzione dell’arte nel corso della storia.  S. Pietro di Buccinigo, S.Bernardino di Arcellasco e S. Eufemia sono testimoni del tempo che passa: in una sola uscita le conosceremo meglio, con attenzione all’iconografia dei santi e alle caratteristiche degli affreschi, sculture ed architetture romaniche e gotiche

Il percorso ha inizio a Erba nella frazione di Buccinigo a Erba e prosegue in quella di Incino e Arcellasco. Le tre tappe distano circa 2,5 / 3 km l’una dall’altra, ma sono collegate da strade dove,talvolta, risulta assente il marciapiede. Per ragioni di sicurezza, oltre che per ottimizzare il tempo, consigliamo pertanto di utilizzare l’auto per gli spostamenti. A Buccinigo è possibile lasciare l’auto nel parcheggio di Via Lodorina, a Incino in Piazza Vittorio Veneto e, ad Arcellasco, lungo via Vincenzo Bellini. 

A Erba tra romanico e gotico

Dettagli

lunghezza: 6 Km

difficolta' a piedi: media difficoltà

difficolta' in bici: alta difficoltà

ideale per: amanti della storia, devozioni locali e dell’arte

adatto a : coppie

inizio del percorso: Erba, Via Corti, Buccinigo

fine del percorso: Erba, Via Alessandro Manzoni, Arcellasco

comuni interessati:

interesse: storico, artistico


Punti di Interesse

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Torre di Buccinigo e Chiesetta di San Pietro

Lungo Via Corti, strada dedicata a una delle più importanti famiglie medievali della città, sono ancora visibili i resti di una torre a pianta quadrata risalente al XII secolo e identificata come elemento superstite di un antico castello posto a controllo del territorio. Nelle vicinanze sorge la medievale Chiesetta di San Pietro, a cui si accede tramite una porta laterale sormontata da una finta bifora affrescata. L’edificio, risalente al XII secolo, sorge in mezzo alla corte: per questo motivo non presenta la facciata ed il campanile a vela è posto a cavallo sul tetto della casa vicina. L’interno, a navata unica, conserva testimonianze di affreschi di epoca romanica: fra questi il più antico è un santo 
Vescovo nell’atto di benedire, risalente al Trecento. 
Sulla parte destra dell’aula si apre la cappella di Santa Caterina, della nobile famiglia Carpani, al presbiterio, si accede tramite un arco ogivale: la volta di quest’area è stata abbassata e l’affresco di fondo si presenta dunque tagliato. La scena della crocifissione con la Vergine, la Maddalena e Giovanni Battista, affiancata sui due lati da Santa Caterina d’Alessandria e da San Pietro, è firmata da Giovanni Andrea De Magistris, la cui opera ricoprì gli affreschi antecedenti, come visibile lungo il lato destro, realizzati Andrea di Gentilino nel 1498
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Chiesa di Sant’Eufemia

La chiesa di Sant’Eufemia è una tra le più antiche strutture romaniche e sicuramente era una delle pievi plebane più vaste della zona. Il primitivo edificio risale alla metà del V secolo: nell’abside di forma semicircolare si distinguono ancora gli antichi finestroni di epoca paleocristina. In origine era presente anche un battistero alto-medievale dedicato a san Giovanni Battista, a pianta quadrata e fonte battesimale circolare. Risale invece al XI secolo l’importante campanile alto 32,7 metri a tre ordini sovrapposti di monofore, bifore e trifore con colonnine variamente ornate. Dello stesso periodo la cripta triabsidata posta sotto la chiesa. Il battistero venne distrutto nel XVI secolo con la perdita della dignità prepositurale che passò alla chiesa di Santa Maria Nascente nel centro di Erba
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Chiesa di San Bernardino

Realizzata nel Quattrocento, per opera dei frati Francescani del Terz’Ordine che diffusero al nord il culto di san Bernardino a cui la chiesetta è dedicata. L’edificio romanico, esternamente molto semplice facciata a capanna, conserva all’interno un importante ciclo di affreschi, ricoperto da uno strato di calce durante la pestilenza del 1630 e tornato alla luce solo dopo gli interventi di restauro del 1956. I dipinti, realizzati da mani diverse e in epoche differenti sono tuttavia per la maggior parte sono contemporanei all’edificazione della chiesa: particolarmente degni di nota quelli dell’arco di trionfo. L’Adorazione dei Magi è infatti una preziosa testimonianza dello stile tardogotico, secondo alcuni studiosi addirittura riferibile a modelli senesi. Ricorrente, inoltre, la figura di San Bernardino, che aveva portato la sua predicazione in queste zone, e che era stato canonizzato solo nel 1450